Tempo è

Riflettiamo su una dimensione culturale legata l tempo o per meglio dire ai mezzi con cui diamo misura del tempo, fino all'800 gli orologi erano della comunità ed erano ubicati su una torre o su un luogo elevato facilmente traguardabile, adesso l'orologio è ovunque e segue i soggetti scndendo il ritmo personale.

1) il tempo è la prima dimensione dello spazio. Il tempo non è affatto una quarta dimensione dello spazio [...] ma è proprio il tempo l'unico modo di descrivere uno spazio.

[...]

2)  lo spazio è un intervallo percorribile (equindi la sua minima dimensione è quella di una linea); 

[...]

3) il punto è ciò che non ha spazio, nè tempo.

 

Le definizioni Euclidee di spazio pur essendo concettualmente efficaci sono lontane dall'esperienza umana dello spazio, l'idea di linea come oggetto a una sola dimensione vive nel mondo delle idee ma come possiamo rapportarci ad essa nella costruzione dello spazio? In primo luogo l'idea della linea come funzione del tempo, come percorso che ha un principio, una fine e una direzione è perfettamente aderente a ciò che possiamo esperire del mondo esteriore e soprattutto di quello interiore nella nostra relazione con lo spazio.

E' interessante notare che nelle strutture CAD che sono strutture informatiche e quindi matematiche, la linea ha effettivamente una sola dimensione eppure la sua definizione è subordinata comunque a un punto di inizio, un punto di arrivo e un vettore direzionale; allo stesso modo le curve nello spazio hanno tutte una direzione e chi opera nel campo del parametrico sa che può chiedere al computer di percorrerla punto per punto da origine a conclusione.

Quindi anche in un ambiente matematico è vero che esiste un prima e un dopo che definisce gli elementi monodimensionali e di conseguenza tutte le successive evoluzioni spaziali.

Ma il punto non ha un prima e un dopo, esistono nel mondo entità simili? Il buco nero "che ha massa infinita, curvatura infinita e non ha né tempo né spazio. Lo spazio e il tempo si generano insieme (<<il tempo ebbe inizio con il big beng>>, sostiene Hawking)" ; il legame spaziotemporale espresso come funzione del tempo verso lo spazio ha quindi la sua sosanza di verità.

Un esperimento interessante per verificare le proprietà temporali della geometria ce la può fornire la musica che più di qualunque altra espressione umana è in grado di rispettare sia proprietà fisiche misurabili (kronos) sia le proprietà del sentire umano (kairos). Prendiamo ad esempio il canone di Bach BWV 1079 e la sua proprietà di essere letto simultaneamente in due direzioni opposte e proseguire in questo movimento potenzialmente all'infinito, quello che otteniamo è ciò che in geometria corrisponde al nastro di Moebius ovvero una geometria spaziale che possiede paradossalemnte una sola faccia e quindi due sole dimensioni e che in una direzione fa coincidere il principio con la fine e fa invertire la sinistra con la destra. Se vivessimo sopra questa geometria solo il tempo ci aiuterebbe a capire dove ci troviamo e il seguente video lo dimostra camminando sul nastro nota per nota:

 

 

4) ogni sistema inferiore è contenuto da uno superiore ,

5) da un sistema inferiore si ha proiezione di uno di livello superiore e soprattutto

6) ogni sistema di riferimento è valido al suo interno e ha uno spazio e un tempo autonomo.

 

Osservando la gag di Chaplin ne "la corsa all'oro" si può avere una rappresentazione efficacissima di ciò che avviene rimanendo sempre all'interno del proprio campo di riferimento, la spiegazione locale degli eventi può essere fallace o comunque non fornire la risposta migliore alle condizioni critiche presenti.

 

7) in ogni sistema di livello superiore coesistono infiniti sistemi di riferimento di livello inferiore

 

La questione del passaggio da una realtà ad un'altra realta, il "salto" come lo chiama il professor Saggio, non sta tanto nell'esistenza di un piano 'altro' ma nel limite dei propri percettori rispetto ai diversi piani della realtà. Gli esseri umani non vedo infrarossi e ultravioletti, non sentono gli ultrasuoni, eppure queste sono realtà alla portata di altre specie che condividono con noi una comune fisicità tridimensionale. Eppure noi possiamo estendere le nostre percezioni e i nostri pensieri attraverso strumenti estensivi ed esperimenti mentali, possiamo cioè saltare in altre realtà, verso prospettive superiori e da queste ripensare il mondo.

 

Nota:

i testi in corsivo sono riportati da SAGGIO, introduzione alla rivoluzione informatica in architettura, Roma 2007

 

Appunti ed approfondimenti basate sulle lezioni del corso ITCAAD 2014 prof. Antonino Saggio