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IL CONCEPT

Una importante sfida nel prossimo futuro per l'architettura sarà creare strutture capaci di reagire attivamente alle persone, le quali in questo modo non saranno passivi fruitori di scatole di cemento ma instaureranno un rapporto dinamico con essa. Se si espande il concetto di "neuroni specchio" attraverso il mezzo dell'architettura (coerentemente ai presupposti della cibernetica in merito alla mente) diviene possibile concepire un progetto come emanazione dell’empatia umana; le persone possono interagire attraverso un'architettura in grado di entrare in sincro con i loro stati d'animo ed emozioni tramite l'inerpretazione delle loro funzioni vitali, come ad esempio il battito cardiaco. Questo, come si sa, è indicatore di una serie di informazioni che ci riguardano: se siamo stanchi il nostro battito rallenta, se siamo agitati diventa a tratti irregolare, se siamo calmi si stabilizza su di un range ottimale che ci dona rilassatezza e di questi stati interni possiamo avere una consapevolezza attiva.

Pensare a un'architettura che non sia asettica significa aprirsi ai ritmi, ai suoni e ai rumori che le persone generano, codificandoli e restituendoli analogicamente. Il cuore è un organo ritmico che segue precisi andamenti, quasi musicali ed è il suo ritmo che ci accompagna tutta la vita, variando al nostro variare. Di fatto Il cuore si adegua alle nostre percezioni uditive, aumentando o diminuendo di conseguenza il numero di battiti; il valore di bpm (battiti per minuto) è infatti un concetto fondamentale nell'ambito musicale: più il valore è alto più saremo pervasi da eccitazione o frenesia.

Il cuore è un organo cavo per eccellenza, una cavità solo fittizia in quanto costantemente riempita e svuotata da flussi sanguigni che irrorano vita nell'organismo. Questo complesso sistema si può paragonare a quello di un fiume, con la sua foce, i suoi estuari, le sue diramazioni, che si diffondono nell'ambito di un territorio caratterizzato da interstizi che non sono vuoti bensì colme di vita.

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IL PROGETTO

Questa istallazione è proposta a Roma presso il Lungotevere delle Navi e, in particolare, all'approdo realizzato tra ponte Nenni e ponte Matteotti, al di sotto della maestosa scalinata che scende dal monumento a Matteotti verso il Tevere.
Si tratta di un progetto dal doppio carattere: uno introverso, costituito da un corridoio coperto e relativamente stretto, in cui si possono osservare filmati che illustrano la storia del Tevere, gli eventi e le realtà contemporanee ad esso legate e il secondo estroverso, che si apre verso l'esterno, rivelando agli osservatori circostanti ciò che letteralmente batte nel cuore delle persone. Le pulsazioni cardiache vengono, infatti, rilevate da appositi sensori e tradotte in un'espressione ottico-cinetica.
Interfacciando gli utenti con dei sensori del battito cardiaco si può restituire la pulsazione sotto forma di movimento delle piastre fotovoltaiche esagonali poste in superficie a questa istallazione, fornendo un bio-feedback che permette a più persone di percepire ciò che solitamente passa inosservato e che, a tutti gli effetti, rappresenta una delle principali espressioni spontanee del sentire. Queste piastre essendo dotate di celle fotovoltaiche possono reintegrare durante il giorno l'energia spesa per il movimento.

Nel nostro esperimento abbiamo utilizzato una scheda Arduino e un sensore a infrarossi per testare le poetnzialità dell'algoritmo che controlla la traduzione della frequenza cardiaca in espressione cinetica delle piastre.

 

 

Qui sotto la panoramica interattiva, è possibile ruotare la visuale di 360° e osservare il contesto

 

Di seguito un breve video che illustra il movimento delle piastre secondo il battito cardiaco

 

Realizzato insieme a Selenia Marinelli e Giorgio Scrocchia