Il Mondo dei layer

Ragionandoci su mi è parso a un certo punto evidente che i tipi logici di Russel e i layer sono la medesima cosa e possiedono le stesse proprietà. Egli parla di stratificazione del linguaggio, del fatto che le classi non possono essere elementi di se stesse (un layer non può contenere se stesso), che le classi hanno proprietà che caratterizzano i propri elementi (i layer hanno materiali, pennini, dati, etc...) ma non l'inverso cioè la descrizione dei singoli elementi non qualifica la classe (le proprietà dei layer si applicano agli elementi ma questi possono avere proprietà singolari che non si generalizzano nel layer), le affermazioni qualitative rispetto ad una asserzione possono venire solo da una classe logica di ordine superiore (se si include un layer dentro un altro layer quello di ordine superiore controlla quello di ordine inferiore e non viceversa), esiste una classe delle classi e quindi un progetto stratificato ha una qualità emergente che non è contenuta nei singoli strati ma che è espressione dei loro rapporti ed è una qualità di ordine logico superiore. 
Pensare per classi è equivalente a pensare per layer in quanto questi sono insiemi di elementi tipizzati cioè possiedono attributi a livello di classe quali la denominazione, i materiali, o in CAD i criteri di stampa.
i paradossi nascono da un circolo vizioso, consistente nel ' supporre che una collezione di oggetti possa contenere membri definibili solo tramite la collezione presa come un tutto ' . Per evitare questo circolo vizioso, che consiste nell' autoriferimento di una totalità o di una classe a se stessa, bisogna evitare che tale totalità sia predicata di se stessa e far sì che qualunque asserzione su di essa cada fuori dalla totalità stessa. [1]
 
A questo punto il salto è fatto e possiamo espirmere il primo valore inerente i layer:
 
1. Interpretativo e critico (vediamo ..gurdiamo il mondo attraverso il layer)
 
Possiamo quindi categorizzare le informazioni in strutture dotate di coerenza interna per organizzare la realtà in modo da poter gestire con altrettanta coerenza gli elementi attraverso proprietà di omologia, di conseguenza il layer è:
 
2. Rappresentativo (rappresentiamo attraverso il layer.. per esempio il disegno di una casa e dei suoi sotto sistemi strutturali impiantistici eccetera)
 
In fine stratificare i layer è possibile proprio perchè la loro coerenza interna non genera ambiguità e perchè è possibile concepire una classe che descriva i layer come elementi dotati di un significato di ordine superiore. Il mondo dei layer è dunque:
 
3. Generativo (noi creaimo un mondo nuovo architettonico .."ad immagine e somiglianza del layer!")
 
[...] legato ai flussi, alle tracimazioni, alla limazioni (cioè alle soglie mobili dell'acqua) e quindi, in ultima analisi, alla liquidità, che è uno dei temi chiave della ricerca, non solo architettonica, di questi ultimi anni. Il secondo aspetto si collega al concetto di stratificazione che, da quando è stato usato da Peter Eisenman nel 1978 con il progetto di Cannaregio, (e poi da Bernard Tschumi, Rem Koolhaas e da molti altri), è diventata un'arma decisiva per concepire la progettazione urbana. Si tratta, come è ben noto, di progettare la compresenza di sistemi diversi (il verde, i percorsi, gli edifici forti e quelli deboli, le reti tecnologiche eccetera) nel quale ogni layer, o strato, è per un verso indipendente e per altro verso cospirante con gli altri nel creare la complessità del paesaggio urbano.
 
Ora la bellezza del termine affioramento è nel suggerire un processo di disvelamento "al contrario". Come se il progetto si debba formare certo attraverso stratificazioni, ma invece che attraverso una modalità "dall'alto al basso" con una modalità dal "basso all'alto". Come un insieme di strati che affiorino, che emergano.
 
La differenza non è di poco conto perché implica la sostituzione di un pensiero "meccanico", evocativo del mondo artificiale dell'oggetto industriale, con una ispirazione che guarda alle complessità anti romantiche (difficili e complesse) del paesaggio contemporaneo.
 
[...]
 
se lavoriamo per affioramenti, non può esserci un vassoio, un solo piano d'imposta del progetto da cui far sbucare masse telluriche o su cui sovrapporre strati meccanici, ma bensì molti strati, molte quote che appunto mangiate e sfrangiate, liquidamente sagomate, manifestino un sentire di "affioramento" coesistendo l'una con l'altra. [2]
 
 
 
 

 

 

[1] FUSARO, http://www.filosofico.net/russell.htm

[2] SAGGIO, Affioramenti
 
 
POST SCRIPTUM
Il professor Antonino Saggio ha gentilmente risposto a questo mio post in data 12/06/2014 specificando in particolare quanto segue:
 
Ci sono tre termini concetti da condividere
1. Il Layer o strato è che oer logica diciamo orizzontale ....
2. La classe che per logica è verticale 
3. La struttura gerarchica che è trasversale .. Attraversa e organizza layer e classi .
La classe è un modo di dare alle info in un cad altre classi di organizzazione ... Tipicamente i materiali
A questo punto una informazione è localizzata in un layer, appartiene ad una classe ed ha un rapporto gerarchico con altre info