VS Schumacher

Esiste un fraintendimento fondamentale che ho riscontrato anche in passato in merito alle “geometrie primitive” o peggio in quelle che per pregiudizio e imposizione culturale vengono chiamate “figure pure”. Il cerchio è emblematico di questo pregiudizio che ha bloccato per secoli il pensiero umano dentro una menzogna, vale a dire che essendo l’universo creato da un dio perfetto la cui creazione era pura e perfetta, questa doveva essere strutturata secondo geometrie pure e perfette, essendo la sfera e il cerchio puri e perfetti l’universo e gli astri dovevano essere e muoversi come cerchi e sfere. SBAGLIATO!

 

In primo luogo parlare di una geometria in termini morali quali “puro” e “perfetto” già impone una tara nella mente, una ellissi non è meno pura o meno perfetta di un cerchio; inoltre il cerchio di fatto è una ellissi particolare in cui i due fuochi coincidono nella posizione. La natura, che non ama gli sprechi, predilige la forma dell’ellisse a due fuochi distinti rispetto a quella del cerchio per muovere i pianeti.
Più cose impariamo sulla natura più scopriamo che l’idea di “puro” e di “perfetto” è innaturale. Basta indagare i frattali per capire questa verità.
Invito quindi tutti gli appassionati di quadrati, cerchi e triangoli equilateri a chiedersi quale è il vero valore, senso e utilità di tali figure.
Un buon punto di partenza è senza dubbio il libro di Kandinsky “Punto, linea, superficie” per poi affrontare “crescita e forma” di Darcy Thompson.
A dire il vero non voglio stigmatizzare le figure del cerchio, quadrato e triangolo equilatero come tali, infatti non concordo con Schumacher nel considerarle tabù quando nel suomanifesto stabilisci i margini del parametricismo quale stile:

Negative heuristics (taboos): evita le rigide geometrie primitive come i quadrati, i triangoli e cerchi, evita la semplice ripetizione di elementi, evita la giustapposizione di elementi o sistemi non correlati.

Positive heuristics (dogmas): considera tutte le forme affinché siano malleabili, differenzia gradualmente (a vari livelli), piega e correla sistematicamente.

Che senso ha discriminare a priori una geometria rispetto ad un’altra? Ciò che invece bisogna abbandonare e scacciare è l’idealizzazione di queste forme geometriche la quale è priva di fondamento e conduce, come si è visto, a errori madornali. A volte un cerchio può essere la migliore soluzione per un dato problema, evitarlo solo perché è ciò che è sarebbe quindi un altro errore…montiamo un paio di ruote ovali alla moto e vediamo cosa succede!
Eliminato questo tabù gli altri principi diventano più consistenti e le figure di cui sopra diventano possibili punti di passaggio in una progressione di varianti o componenti regolari di un sistema fortemente dinamico.
Guardate cosa può diventare una griglia regolare di un singolo elemento standard ripetuto innumerevoli volte: