Architettura e Presenze della Superficie

Parallelamente Mark Taylor nel suo libro "Hiding" ("Nascondersi") asserisce che tutto si riduce al problema della pelle e delle ossa. La pelle non è semplicemente una superficie che riveste il nostro organismo interno. La pelle è piuttosto un organo esso stesso, costituito da strati differenti intrecciati l'uno nell'altro. È una superficie continua a dispetto del suo stesso spessore e della sua stessa profondità, che come nel caso della bottiglia di Klein, scivola dall'esterno all'interno, sotto forma di una superficie topologica. I modelli dell'anello di Moebius e della bottiglia di Klein ci suggeriscono in questo senso che la distinzione dialettica tra interno ed esterno ha, grazie anche a queste interpretazioni concettuali, perso il suo significato originario. [...] Continuità di superfici, fluidità, dinamicità, sono concetti ormai presenti nei vocabolari delle discipline urbane contemporanee. Essi sono parole e concetti che segnalano ed individuano uno spostamento nel rapporto tra uomo e tecnologia, un rapporto che sembra sempre più muoversi verso una dissoluzione di tale distinzione.
 
Alicia Imperiale, New Flatness: Surface tension in digital Architecture
 
 
Il mondo a cui si è oramai abituati, la realtà entro cui io che scrivo sono nato, 'ha visto nascere più schermi televisivi che alberi' e siamo circondati da presenze cangianti che si esprimono attraverso il pixel cioè la picture-element, la cellula vibrante che è alla base delle immagini del "puntinismo" elettronico. Il gioco puntinista è realmente alla base di questo linguaggio espressivo se si relaziona al concetto di risoluzione che lega il digitale al reale, vale a dire quanti punti (digitali) possono essere disposti in una superficie (reale) e comprendere che per ottenere lo stesso effetto servono meno punti su una grande superficie da vedere a distanza di quanti ne servono su una piccola superficie da vedere in prossimità. Lo stadio Allianz di Herzog e De Meuron è costituito da macro pixel romboidali che cambiano colore coerentemente con le squadre che giocano. Un altro emozionante progetto che è senza ombra di dubbio figlio di questo approccio è il mercato di Santa Caterina a Barcellona realizzato da Miralles, la sua copertura ondulata e colorata sembra volare sopra il mercato agitata dal vento, può essere letta dal passante che viene attirato dalla forma e dai colori ma rivela il suo segreto da un'altra prospettiva e cioè non quella del fruitore occasionale ma quella degli abitanti attorno al mercato i quali dalle loro finestre possono vedere ricomporsi una figura nella tassellazione esagonale delle piastrelle in copertura, si rivela così uno still life (non amo il termine italiano 'natura morta'); l'immagine di frutta dai colori vibranti composta come di una serie di pixel esagonali, non è uno schermo cangiante ma il richiamo è evidente, è un modo di vedere e di sentire.
 
Questa bellissima facciata realizzata da Ned Kahn è interessane sotto diversi aspetti, in primo luogo è altamente sostenibile infatti non ha bisogno di alcuna elettricità per funzionare in quanto è attivata dalle forze fisiche del vento; proprio questo aspetto è il cuore del progetto ovvero la facciata rende visibile il vento e la sua mutevole natura, la facciata rispecchia la realtà istantanea e naturale in cui è immersa, rende visibile l'invisibile. Il progetto è giocato sulla ripetizione seriale di piastre di metallo incernierate su un lato e lasciate libere di ruotare quando il vento si insinua tra di esse, sono come pixel fisici che trasmettono con la riflessione della luce la presenza o l'assenza di un movimento aprendo un dialogo senza termine con il paesaggio circostante e la sua peculiarità.
 
 
Appunti ed approfondimenti basate sulle lezioni del corso ITCAAD 2014 prof. Antonino Saggio