Trasparenza: catalizzatore dell'architettura industriale

L'architettura del rinascimento risultava legata agli aspetti celebrativi del potere politico oltre che religioso, ancora fino all'ottocento; l'architettura non è più celebrativa ma legata ai fenomeni fisici ambientali, non può essere elitaria ma deve rispondere ai bisogni di tutti comprese le classi lavoratrici. si ricerca quindi la "existense minimum" ovvero le qualità di vita e di ambiente minime standard garantite a tutti.
Il metodo utilizzato per affrontare i progetti non era quello di prendere gli schemi tipologici precedenti e calandoci le funzioni ma ragionare in maniera analitica partendo dalla funzione verso la definizione degli spazi e delle conformazioni.
 
La scuola del Bauhaus rappresenta una rottura di grande forza che mette in crisi i postulati della precedente architettura, incarna la ricerca del rapporto arte / industria e in questa direzione segue il faro dell'oggettività e dei nuovi metodi industriali. In secondo luogo la nuova architettura cambia il rapporto tra edificio e strada, la strada infatti non costituisce più il confine e il manufatto si svincola e lo supera inglobando la città nel suo movimento.
La costruzione è il secondo cardine di questa ricerca, le pareti non sono più l'elemento portante, la struttura passa da elementi continui e lineari a elementi puntiformi, di conseguenza la griglia trova una libertà mai sperimentata prima che adegua gli spazi di volta in volta alle specifiche funzioni ed esigenze.
 
Naturalmente, muoversi per corpi liberi invece che per schemi a priori, avere un sistema centripeto di conquista dello spazio piuttosto che per mura conduce a un'architettura radicalmente nuova. Ma questi aspetti si muovono ancora oltre quando sono fecondati dalla visione antiprospettica, asratta e analitica [...]. [1]
 
Le ricerche di Cezanne prima in merito alle forme pure e semplificate per far emergere la sostanza delle cose, la ricerca di Picasso nella riduzione del soggetto all'oggetto e nella perdita della prospettiva del punto prevalente, fanno da apritratta per l'architettura del Bauhaus che incorpora il nuovo modo di vivere della città delle macchine, la cornice prospettica rinascimentale è infranta, la comprensione dell'oggetto può essere realizzata solo una visione in movimento sommando tutte le possibili visuali.
 
Giedion osserva che non si riesce a cogliere l'insieme dell'edificio, neppure nel disegno planimetrico, a meno di muovere l'occhio e girargli intorno. E' un modo diverso e assai più convincente di interpretare la quarta dimensione cubista[...] [2]
 
Il rapporto tra architettura è in un certo senso "frattale", l'architettura presuppone un'idea di città e la città stabilisce un genere di architettura; la città del rinascimento era un organismo chiuso, cinto da mura e queste rappresentano la forma della città e la sua valenza militare, la città dell'industria è aperta e in continua espansione, allo stesso modo l'edificio deve essere aperto.
 
La trasparenza è usata nel Bauhaus innanzitutto in chiave antiprospettica, dato che le lunghe strisce orizzontali delle finestre appiattiscono e tolgono profondità alla visione, ma soprattutto il ricorso alle ampie superfici vetrate sui corpi scale e la smaterializzazione dell'angolo dei laboratori ne sanciscono l'aspetto veramente fondamentale. Non vi è più separazione tra interno ed esterno. [3]
 
 
1-3] SAGGIO, Architettura e modernità, Roma 2010
2] ZEVI, storia dell'architettura moderna Vol I, Torino 2001