La lunga crisi

Nel mondo una deflagrante forza culturale influenza tutti i campi del sapere, le macchine e gli strumenti di lavoro sempre più spesso vengono sottratti alle braccia degli uomini e ai corpi degli animali, l’energia è generata artificialmente. La Francia in particolare rivoluziona letteralmente il proprio modo di concepire il mondo persino nei pesi e misure, a fine ottocento un filone di pensiero spinge verso principi di astrazione e di ricerca scientifica ed emergono grandi ingegneri quali Eiffel i quali si fanno carico anche delle istanze architettoniche nelle loro realizzazioni di ferro e vetro.
L’architettura propriamente detta ancora si attardava sulle realizzazioni di pietra e sui sistemi decorativi in superficie di impianti tipologici oramai consolidati, è il periodo dell’eclettismo e del susseguirsi di mode stilistiche.
A seguito del grande incendio di Chicago nasce l’esigenza di ricostruire, è l’occasione per una nuova architettura di emergere, proliferano i grattacieli, Sullivan comincia a ragionare sulla organicità dell’edificio, cioè sulla coerenza e conseguenza di forma e funzione (strutturale), di fatti lo stile non è più semplicemente giustapposto, negli edifici di Sullivan la decorazione è presente ma integrata e pesata rispetto alla struttura.
Una delle reazioni più eclatanti alla rivoluzione industriale fu il movimento dell’Arts & Craft con William Morris, il quale auspica un democratizzazione dell’arte e un recupero dell’artigianato come leva contro il prodotto industriale, ideologicamente si cerca di ritornare verso il medioevo così come raffigurato dai Preraffaelliti. Il concetto è unitario attraverso molteplici discipline dalla pittura, all’architettura, alla tipografia e alla letteratura, questo atteggiamento getta i principi che poi daranno i natali all’Art Nouveau.
Questo nuovo stile attraversa la società a diversi livelli, dalle opere illustri di Horta fino all’oggetto di design riprodotto serialmente, il suo carattere sottile e scultoreo deve il proprio successo allo spostamento dell’attenzione dal materiale lapideo al ferro il quale permette una lavorazione plastica altrimenti impossibile.
Un nuovo protagonista entra nella vita e nell’immaginario collettivo, la grande infrastruttura della stazione ferroviaria, un tipo edilizio affrontato all’inizio timidamente o attraverso tipi edilizi derivati dal passato producendo immagini fortemente contrastanti, all’esterno sembrano castelli medievali mentre all’interno si rivela il linguaggio leggero e potente del ferro e del vetro.
La fotografia introduce una nuova crisi, mettendo in discussione il primato dell’arte pittorica nel rappresentare la realtà, gli impressionisti hanno il merito di comprendere un livello della percezione che non può essere afferrato dallo strumento della macchina fotografica. Questi nuovi pittori basano la rappresentazione sul frammento, l’attimo, un’immagine critica sulla realtà che appartiene a una dimensione cognitiva ancor prima che percettiva. Tra le figure che frequentano il mondo degli impressionisti risulta la personalità particolare e magistrale di Cezanne che si discosta però nella ricerca pittorica affrontando in solitaria l’indagine non del  frammento bensì delle masse, è una pittura che diviene analitica e concettuale svincolata dalla pura rappresentatività, antiprospettica.
L'arte è una capacità proiettiva verso il mondo che permette di indagare e capire il mondo, questo implica che l'arte non è legata alla ricerca della bellezza ma delle categorie mentali con cui si concepisce lo spazio e il tempo.